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Questa situazione in qui ci troviamo questa Santa Pasqua, queste parole sono più vere adesso più che mai. 
 

Venerdì santo, invece, si potrà fare memoria della Passione del Signore sia nelle cattedrali, sia nelle chiese parrocchiali. “Nella preghiera universale – si legge nel decreto – il vescovo diocesano avrà cura di stabilire una speciale intenzione per i malati, i morti, chi si trova in situazione di smarrimento“. Il bacio della croce, poi, deve essere “limitato al solo celebrante“.  Le ultime disposizioni liturgiche riguardano infine la Veglia pasquale di sabato. A causa dell’emergenza, cambiano anche i riti presieduti dal Papa. Saranno tutti officiati all’altare della basilica di San Pietro, nel rispetto di quanto sancito dalla Congregazione per il Culto divino.

Dove vederle in tv

Le cerimonie della Settimana santa verranno trasmesse in diretta sulla home page del portale ufficiale d’informazione della Santa sede, Vatican news, sulla pagina Facebook e sul canale Youtube. Rai Uno e Tv2000 trasmetteranno le celebrazioni pasquali. Giovedì la Missa in Coena Domini andrà in onda alle 18, stesso orario per le celebrazioni della Passione di Cristo del Venerdì santo. Le meditazioni delle quattordici stazioni della Via Crucis sono affidate quest’anno alla parrocchia del carcere di massima sicurezza Due Palazzi di Padova: ruoteranno attorno alle speranze, alle sofferenze, alle gioie e alle delusioni dei detenuti, delle guardie penitenziarie e degli educatori. La Veglia di Pasqua inizierà sabato alle 21, mentre alle 11 di domenica Francesco celebrerà la messa della Resurrezione di Cristo. Al termine il vescovo di Roma impartirà la solenne benedizione Urbi et orbi

Sacra Sindone

Nella giornata di sabato, a dimostrazione dell’eccezionalità del momento, sarà venerabile, per la prima volta via social, la Sacra Sindone, conservata nel duomo di Torino. L’ultima ostensione del lenzuolo di lino, che secondo la pietà popolare avrebbe avvolto il cadavere di Gesù – gli esami del carbonio 14 nel 1988 hanno invece datato il telo fra il 1260 e il 1390 –, risale a due anni fa. Per Francesco la Sindone è “l’icona dell’amore più grande“. Più espliciti i suoi precedessori Pio XI e Giovanni Paolo II che hanno espresso il loro personale convincimento a favore dell’autenticità del lenzuolo. Resta il fatto che dal XX secolo la Chiesa ha deciso di non pronunciarsi ufficialmente su una questione che continua ad affascinare anche scienziati non credenti ed è foriera di dibattito anche in seno alla comunità ecclesiale. 

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